Archivio mensile:giugno 2013

Etna patrimonio mondiale dell’UNESCO

etna

 

[…]Di fronte

m’eri, o Sicilia, o nuvola di rosa

sorta dal mare! E nell’azzurro un monte:

l’Etna nevosa. 

Salve, o Sicilia! Ogni aura che qui muove,

pulsa una cetra od empie una zampogna,

e canta e passa… Io era giunto dove

giunge chi sogna;

 […]

tratto da L’isola dei poeti [Giovanni Pascoli][1]

 

È con questi versi che voglio ricordare le bellezze di una terra a me cara, la Sicilia, che oggi ha dato prova del patrimonio che possiede, non solo storico e archeologico, ma anche naturalistico, caratteristico del suo territorio mediterraneo. Il comitato dell’Unesco ha, infatti, deciso di inserire l’Etna nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità[2]. Un simbolo della Sicilia e una grande risorsa per essa, non solo per la ricerca vulcanologica e geologica, ma anche perché meta turistica e naturalistica. Elemento caratteristico nella storia del Mediterraneo il vulcano è ricordato dalle fonti più antiche: gli stessi Diodoro Siculo e Tucidide ne descrivono gli eventi eruttivi nelle loro opere e nel corso del tempo la grande montagna ha incantato popoli e genti, nativi e visitatori, nutrendo storie e leggende e sbalordendo con la sua attività vulcanica sempre presente e sempre attiva. I siciliani non guardano all’Etna con timore, ma con meraviglia; ogni volta che la notizia di una sua eruzione dilaga, essa suscita stupore attraverso le immagini e i video che sono realizzati: le colate laviche, gli zampilli, la cenere e i lapilli, tutto ciò suscita sbigottimento misto a terrore e meraviglia, uno dei più begli spettacoli della natura, la manifestazione della natura stessa! Percorrendo l’autostrada Palermo – Catania rimango sempre meravigliato dalla sua maestosità e dalla sua grandezza: questa grande montagna che nasconde dentro di se il cuore e l’energia del pianeta stesso. Il suo paesaggio infernale crea al visitatore sensazioni ambivalenti tra lo sbigottimento e il terrore, lasciando dietro di se qualcosa nella memoria. È con queste poche righe che voglio ricordare questo giorno come un momento di orgoglio per la mia isola e la mia terra, così bella e affascinante, ricca di storia, natura e paesaggi unici al mondo.

a cura di Salvatore Ficarra


[2]“ Unesco, Etna nel patrimonio dell’umanità” del 21 Giugno 2013 http://www.repubblica.it/cultura/2013/06/21/news/etna_unesco-61559974/

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Barba Gianni Racconta

immagine di Marco Bailone

immagine di Marco Bailone

“Cade la piuma, cade la piuma,

cade la piuma e vola via,

l’uccellino, in compagnia

della mamma e del papà.

Cade la piuma e se ne va.”

 

Stava iniziando l’autunno e le foglie degli alberi cambiavano colore.
Alcune diventavano di fuoco, altre d’oro, altre, stanche, rinchiudevano le braccia e attendevano di cadere a terra, dondolandosi nel vento.
Sentì la canzone provenire dal bosco. Due voci la intonavano.
Curioso, cercò di capire chi fossero i cantori, in autunno, sulla montagna, mentre le capre si ritiravano nella stalla e le nuvole toglievano luce al cielo.
Sotto il sentiero che attraversava il bosco, seduti per terra, mano nella mano, alle radici del vecchio castagno, c’erano due Silvani.
“Buon pomeriggio”, disse, “e complimenti per la canzone”.
I due Silvani si voltarono di scatto, un poco intimoriti, ma subito sorrisero, come bambini.
“Sono barba Pino del Vecchio Mulino e lei è magna Neta della Scuoletta. Buon pomeriggio a voi. Possiamo sapere chi siete?”, chiese barba Pino.
“Sono barba Gianni che va e che viene”, rispose.
Fu così che incominciò la loro amicizia.
Fu così che ci regalarono le loro piccole storie.

Il testo pubblicato è la sola introduzione del racconto, l’intero testo è scaricabile al seguente link:

Barba Gianni Racconta

Scritto da Gianni Milano

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